Chirurgia ortopedica e ROBOT: ecco la verità

Chirurgia ortopedica e ROBOT: ecco la verità
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"Vorrei dare qualche informazione un po' più precisa a proposito di quello che sta accadendo in termini di diffusione di alcune tecniche chirurgiche e soprattutto di alcuni supporti alle tenciche chirurgiche.

Parliamo un attimo del robot: oggi purtroppo si assiste a questa ventata pubblicitaria su giornali e televisioni, nelle interviste dei medici, di noi chirurghi sui social, in cui si parla dei robot; intere processioni di pazienti vanno a farsi operare la dove c'è il robot. 

Ma raccontiamo cosa fa il robot, togliamo dalla testa dei pazienti quest'idea che sia una specie di marziano, come abbiamo scritto visto e letto o visto scrivere in alcune riviste, che fa delle resezioni ossee molto più precise; in ortopedia vale molto di più la mano del chirurgo.
Le resezioni che noi facciamo sono molto più precise e rapide e non hanno bisogno del robot.
Le resezioni del robot sono molto più lente, non esistono macchinari della chirurgia robotica in grado di tagliare un osso con precisione e velocità.

È bene che i pazienti sappiano questo: la robotica e la navigazione, non ha dato un valore aggiunto; la navigazione può dare informazioni al medico, può farlo ragionare, ma non esiste un robot o un navigatore che abbia l'esperienza che ha il chirurgo, per poter capire come deve lavorare quell'articolazione, per poter capire come quel ginocchio deve muoversi.

Il chirurgo deve vedere la biomeccanica articolare, la deve sentire nelle mani, non esiste un'espreienza sostituibile a quella del chirurgo.

Per cui cosa accade: scatta il fenomeno marketing; siamo figli del marketing quando siamo di fronte a una vetrina, quando apriamo i social, quando sentiamo il telegiornale, quando guardiamo una pubblicità... purtroppo sta succedendo anche in chirurgia: le aziende fornitrici portano il robot in comodato ad un ospedale, che magari non ha mai avuto il criterio minimo per essere un centro vero di chirurgia protesica, con quel minimo di sicurezza indispensabile per potersi definire tale; in cambio il centro ospedaliero usa i prodotti di quell'azienda che pubblica un bell'articolo sul giornale e i pazienti, come grande processione, vanno là perché credono di essere operati da un robot.

Smitizziamo dunque questa informazione, diciamo ai pazienti che non esiste un robot, in veste di un marziano che con due braccia (come lo immaginano i pazienti) interviene come se arrivasse da Marte per salvare quel ginocchio.

Il robot o il navigatore sono due cose diverse. Altro non sono che un monitor che può dare informazioni circa gradi di orientamento dell'impianto, ma non di più.

Questo implica tempi chirurgici molto più lunghi, rischio infettivo molto maggiore e tutto quello che ne consegue e che non può sosituire il ruolo del chirurgo. 
Ad oggi questi rischi pesano molto di più di aver qualunque vantaggio per questa chirurgia.
Vi ringrazio per l'attenzione."

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